Fusione fredda

Come si puo’ facilmente evincere dalla sua denominazione, va sotto il nome di fusione fredda (o cold fusion) quella serie di reazioni nucleari che si ottengono a temperature decisamente inferiori di quelle utilizzate per produrre la fusione calda.
Si parla di fusione fredda dal 1989, quando i ricercatori Martin Fleischmann e Stanley Pons tennero una controversa conferenza stampa ove dichiararono di essere riusciti a produrre energia con questo sistema.
Le loro ricerche vennero quasi immediatamente sconfessate, ma nel mondo altri colleghi, seppur ostacolati da scetticismo e perplessita’, decisero di proseguire ricerche in tal senso.

Nel tempo diverse tecnologie son state teorizzate, ma in comune hanno tutte come strumento principale un catalizzatore avente la funzione (come avviene per la fusione calda) di avvicinare i nuclei di deuterio e trizio in modo tale da scatenare energia.
Tra i ricercatori italiani da menzionare ci sono principalmente Giuliano Preparata, Francesco Piantelli, Sergio Focardi e Francesco Celani. Anche se per l’esattezza oggi giorno si preferisce parlare di LENR (Low Energy Nuclear Reactions, ossia Reazioni Nucleari a Bassa Energia). Cio’ perche’ gli esperimenti effettuati nel campo rientrano piu’ propriamente nel settore delle reazioni nucleari a bassa energia.

Piantelli e Focardi collaborarono insieme diversi anni, finche’ nel 1994, durante una conferenza stampa, dichiararono di aver trovato un nuovo metodo di produzione di energia tramite le LENR. Il loro procedimento prevede l’utilizzo di una barra di nichel da mantenere ad una temperatura di 200-400° tramite una resistenza elettrica e caricata ad idrogeno. A questo punto la barretta emetterebbe raggi gamma ed una volta avviata la reazione produrrebbe piu’ energia di quella necessaria per il suo stesso riscaldamento. Tutti i dettagli del protocollo Piantelli-Celani son descritti in diverse pubblicazioni.

Il 2011 si puo’ invece considerare l’anno dell’E-Cat. Questa invenzione (nome completo Energy Catalyzer) e’ stata creata dall’Ingegner Andrea Rossi con l’ausilio di Sergio Focardi. Diversi esperti nel campo, tra cui il Prof. Giuseppe Levi, ritengono che il funzionamento del catalizzatore di Rossi abbia molte analogie col processo Nichel-Idrogeno creato da Piantelli e Focardi. L’E-Cat ha provocato reazioni molto controverse dovute essenzialmente al fatto che Rossi mantiene il segreto sui componenti essenziali del suo reattore (apparentemente per proteggere la sua invenzione in attesa del brevetto, ottenuto fin qui solo in Italia). Ma come funziona?
L’E-Cat, progettato principalmente per produrre energia termica (per la produzione di quella elettrica stanno continuando i test), produce energia tramite le reazioni che avvengono all’interno del suo reattore. Dentro l’E-cat, grazie all’introduzione di calore, si creerebbe la fusione tra atomi di nichel e quelli di idrogeno. Come risultato il nichel si tramuterebbe in rame, liberando energia. Una volta avviata la reazione la macchina sarebbe in grado poi di funzionare da sola per diverse ore, riuscendo a scaldare ambienti.
Rossi conta di introdurre la sua invenzione sul mercato tra il 2012 e il 2013.